Un altro importante lavoro del gruppo di ricerca coordinato dal dr. Michel Van Wassenhoven, esplora le carattersistiche dei granuli impregnati con preparati omeopatici. Un altro tassello nel percorso di spiegazione del meccanismo d’azione dei medicinali omeopatici.
Abstract
Contesto: La caratterizzazione di preparati altamente diluiti impregnati su supporti solidi rimane una sfida analitica, in particolare quando il materiale residuo è presente a livelli molto bassi. L’analisi elettrofotonica (EPA), basata sull’imaging a scarica corona e sull’analisi quantitativa delle immagini, è stata recentemente esplorata come possibile approccio complementare, ma la sua applicabilità a granuli impregnati richiede ulteriori indagini. Scopo: Questo studio esplorativo ha esaminato se i parametri dell’immagine derivati dall’EPA potessero rivelare differenze misurabili tra granuli di misura 6 impregnati con preparati di *Cuprum metallicum* e *Gelsemium sempervirens* (diluiti e dinamizzati in modo graduale) e se tali differenze variassero in base al materiale di partenza e al protocollo di produzione. Metodi: Granuli di misura 6 sono stati impregnati con preparati secondo i metodi Hahnemann e Korsakov di *Cuprum metallicum* e *Gelsemium sempervirens*. I campioni di controllo includevano granuli non impregnati, granuli impregnati con solvente puro e granuli impregnati con preparati semplicemente diluiti e non dinamizzati. Le immagini sono state acquisite in condizioni di randomizzazione e in cieco utilizzando un prototipo di dispositivo EPA. Sono stati analizzati l’intensità dell’immagine, il contrasto, l’entropia e i parametri di periodo/frequenza spaziale derivati dalla trasformata rapida di Fourier (FFT). Risultati: Le immagini EPA hanno mostrato pattern che potrebbero indicare differenze tra i granuli impregnati e i controlli, tra i due materiali di partenza e tra i protocolli di produzione nelle condizioni sperimentali qui utilizzate. L’analisi basata su FFT ha suggerito che alcuni indici di periodo/frequenza spaziale potrebbero contribuire a descrivere queste differenze preliminari. Tra i parametri esaminati, il diametro minimo delle regioni dell’immagine FFT ad alta intensità è rimasto statisticamente significativo dopo la correzione per confronti multipli, mentre altri parametri richiedono un’interpretazione cauta. Le osservazioni su campioni invecchiati hanno suggerito inoltre possibili differenze rispetto ai preparati di riferimento, ma tali risultati rimangono preliminari e necessitano di conferma. Conclusioni: Questi risultati suggeriscono che l’EPA, combinata con l’analisi delle immagini basata su FFT, possa fornire informazioni esplorative sui pattern di immagine EPA in preparati potenziati impregnati su supporti solidi. Tuttavia, i dati attuali non sono sufficienti per affermare che l’EPA sia uno strumento analitico discriminante affidabile. Sono necessarie ulteriori misurazioni, campioni più ampi, repliche indipendenti, un miglior controllo delle variabili ambientali e il confronto con metodi analitici complementari prima di poter trarre conclusioni definitive sul suo valore analitico.

