Nell’approccio psicosomatico e omeopatico alla malattia, i sintomi e segni sono visti come un linguaggio che il corpo sta usando per esprimere lo stato psicofisico della persona.
La maggior parte delle patologie presentano una multifattorialità di cause che in varia misura concorrono alla genesi della malattia. Familiarità e genetica, fattori ambientali e alimentari, aspetti psicologici ed emozionali.
In omeopatia si analizzano tutti i fattori concorrenti, ma in particolari si impara a riconoscere la stretta correlazione esistente tra sintomi fisici e fattori psicoemozionali, come nella psicosomatica. La correlazione appare evidente nella fase di analisi del caso e poi nella terapia perché il medicinale omeopatico è scelto in base alla totalità dei sintomi fisici e delle caratteristiche psicologiche presentate dal paziente. L’evidenza della stretta correlazione tra mente e corpo si ha poi nella osservazione dell’effetto terapeutico, che stimola un miglioramento prima dei sintomi psicologici e poi di quelli fisici, come a rappresentare proprio uno stretto nesso di causalità tra mente e corpo.
Diventa quindi molto importante che il paziente sia capace di raccontare la sua storia entrando nei particolari dei sintomi fisici ma soprattutto dei suoi stati psicoemozionali. Riferire stati d’animo generici come ansia, nervosismo, malessere non è sufficiente per comprendere i più fini dettagli dello stato emozionale e scegliere correttamente il medicinale omeopatico corretto. Spesso usiamo il termine ansia in modo così generico che quando entriamo nei dettagli scopriamo che stiamo invece parlando di una rabbia trattenuta, oppure il nervosismo può essere per uno ansia del futuro, per un altro facile irritabilità , per un altro ancora rabbia o indignazione.
E’ importante perciò che impariamo ad osservare i nostri stati emozionali. In primo luogo perché la capacità di auto-osservazione ci porta ad avere sempre maggiore consapevolezza di ciò che stiamo vivendo e riconosciamo quali reazioni interiori si attivano; la consapevolezza ci permette di avviare dei meccanismi di elaborazione delle emozioni che possono così già risolvere l’emozione al suo presentarsi. Le emozioni non elaborate e i conflitti interiori non risolti sono spesso all’origine delle peculiari caratteristiche di manifestazione dei sintomi fisici, secondo il meccanismo dell’analogia, pur considerando presenti anche gli altri fattori concausali che elencavamo sopra.
Buona osservazione di se stessi!

