I semi di lino contengono alcune sostanze molto ben studiate con effetti anti-cancro e cardioprotettivi.
L’acido alfa-linolenico (ALA) è un acido grasso omega-3 di origine vegetale che costituisce oltre la metà del contenuto totale di grassi dei semi di lino. Si tratta della stessa famiglia di acidi grassi contenuti nell’olio di pesce marino.
Il secoisolariciresinolo diglucoside (SDG) è il precursore dei lignani che rende i semi di lino assolutamente unici. I semi di lino sono la fonte naturale più ricca di lignani: il loro contenuto è circa 100 volte superiore a quello di altri cereali, frutti e verdure contenenti lignani. Quando l’SDG raggiunge il colon, i batteri intestinali lo metabolizzano in due derivati dei lignani dei mammiferi: l’enterodiolo (END) e l’enterolattone (ENL), che circolano a livello sistemico e interagiscono con i recettori degli estrogeni, le vie di segnalazione del cancro e le cascate infiammatorie in tutto il corpo. (da Greenmedinfo).
Le fibre solubili e insolubili, che costituiscono circa il 28-40% del peso totale del seme, nutrono il microbiota, regolano la glicemia, riducono il colesterolo LDL e forniscono il substrato attraverso il quale avviene la conversione dei lignani. Le fibre non sono un elemento secondario, ma il meccanismo stesso.
Nell’articolo Flaxseed and its lignan and oil components: can they play a role in reducing the risk of and improving the treatment of breast cancer? gli autori concludono che i semi di lino, grazie ai lignani fitoestrogenici e all’olio ricco di acido α-linolenico, mostrano un potenziale effetto protettivo contro il tumore al seno, riducendo la crescita tumorale in numerosi studi sperimentali.
Le evidenze suggeriscono inoltre che i componenti dei semi di lino possano potenziare l’efficacia di alcuni farmaci antitumorali, contribuendo a modulare vie cellulari coinvolte nella proliferazione e nell’apoptosi delle cellule tumorali.
Tuttavia, gli autori sottolineano che, nonostante i risultati promettenti provenienti da studi in vitro, animali e clinici, sono necessarie ulteriori ricerche cliniche per confermare con certezza il ruolo terapeutico del lino nella prevenzione e nel trattamento del cancro al seno.
L’articolo Flaxseed and Its Lignans Inhibit Estradiol-Induced Growth, Angiogenesis, and Secretion of Vascular Endothelial Growth Factor in Human Breast Cancer Xenografts In vivo mostra che i semi di lino e i loro lignani (enterodiolo ed enterolattone) riducono significativamente la crescita e l’angiogenesi dei tumori mammari estrogeno-dipendenti in modelli animali di carcinoma mammario umano.
Gli autori hanno osservato che questi composti contrastano l’effetto dell’estradiolo diminuendo la secrezione del VEGF, un fattore chiave nella formazione dei vasi sanguigni che alimentano il tumore, sia in vivo sia in colture cellulari.
I risultati suggeriscono quindi che i semi di lino esercitino un’azione antiestrogenica e antiangiogenica potenzialmente utile nella prevenzione e nel controllo del carcinoma mammario positivo ai recettori estrogenici.
Flaxseed: its bioactive components and their cardiovascular benefits analizza le proprietà cardioprotettive dei semi di lino, evidenziando che i loro principali componenti bioattivi — acido α-linolenico (omega-3), lignani antiossidanti e fibre — possono contribuire a ridurre ipertensione, aterosclerosi, infiammazione, colesterolo e aritmie cardiovascolari.
Gli autori riportano che numerosi studi preclinici e clinici mostrano effetti benefici del lino sul sistema cardiovascolare, inclusa una significativa riduzione della pressione arteriosa e una protezione della funzione cardiaca attraverso meccanismi antinfiammatori e vasodilatatori.
La review sottolinea però che, nonostante i risultati promettenti, sono necessari ulteriori studi clinici sull’uomo per chiarire meglio i meccanismi d’azione dei diversi composti dei semi di lino e definire con precisione il loro ruolo terapeutico nelle malattie cardiovascolari.

